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Le tasse sulle donazioni spiegate in modo semplice

Un'illustrazione che raffigura una scena di donazione di un immobile. In primo piano, una famiglia sta passando un documento, simbolo del trasferimento di proprietà. Accanto a loro, una grande calcolatrice simboleggia il calcolo delle imposte. Sullo sfondo, un diagramma fluttuante mostra diverse aliquote fiscali (4%, 6%, 8%), mentre una casa illuminata da una luce calda si erge sullo sfondo.

Abbiamo scritto per te una guida su quanto si paga di tasse (aliquote e franchigie dell’imposta) sulle donazioni tra genitori e figli, parenti vari, sconosciuti e aziende, spiegandole in modo semplice e diretto. Tutto riguardo alle imposte sulle donazioni, chiarendo come la tassazione varia in base al grado di parentela tra donatore e beneficiario. Esploreremo anche le franchigie al di sotto delle quali non è previsto alcun prelievo, rendendo l’operazione esente.

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Quanto si paga di tasse sulla donazione?

La donazione è l’azione attraverso la quale si trasferisce senza alcun compenso la proprietà di un bene a un’altra persona. Questo bene può consistere in un immobile, un capitale, la nuda proprietà di un’abitazione o qualsiasi altro diritto. Questo atto di donazione è tassabile soltanto nel caso di un immobile o un bene di “valore rilevante”.

Tuttavia, la legislazione italiana stabilisce aliquote basse e franchigie che escludono dalla tassazione una parte del valore donato.iana prevede aliquote contenute e franchigie che escludono dalla tassazione una parte del valore donato. 

Aliquote di imposta sulla donazione

L’imposta sulle donazioni si calcola sul valore imponibile del bene oggetto della donazione e varia in base al rapporto di parentela tra il donante e il ricevente:

  • 4% per le donazioni tra coniugi (o partner di un’unione civile) e tra parenti in linea retta (come genitori, figli, nonni, nipoti, ecc.);
  • 6% per le donazioni tra fratelli e sorelle, tra parenti in linea collaterale fino al quarto grado (zii, nipoti, cugini) e tra affini in linea retta (suoceri, generi, nuore) o collaterale fino al terzo grado (cognati);
  • 8% per tutte le altre situazioni.

Nel caso in cui il beneficiario del trasferimento sia una persona con disabilità grave, l’imposta si applica solo sulla parte del valore della donazione che supera 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela tra le persone coinvolte.

Franchigie

La normativa stabilisce delle esenzioni fiscali, ossia delle soglie di valore al di sotto delle quali le donazioni non sono soggette a tassazione. Queste esenzioni variano a seconda del grado di parentela:

  • per coniugi e parenti diretti, è fissata a 1 milione di euro per ciascun beneficiario;
  • per fratelli e sorelle, a 100.000 euro per ciascun beneficiario;
  • per persone con disabilità grave, a 1,5 milioni di euro, indipendentemente dal legame di parentela.

Se il valore della donazione è inferiore a queste soglie, non si applicano tasse sulla donazione.

Alcuni esempi d tassazione delle donazioni

Esempio 1 – Se un fratello regala a una sorella un magazzino del valore di 50 mila euro, non si applicano tasse sulle donazioni poiché il valore è sotto la soglia di esenzione di 100 mila euro. Tuttavia, se il valore fosse di 140 mila euro, l’imposta sarebbe pari al 6% su 40 mila euro. In ogni caso, rimangono dovute le altre tasse sui trasferimenti immobiliari: ovvero l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%).

Esempio 2 -Se un genitore cede al proprio figlio una proprietà del valore di 1,2 milioni di euro, l’imposta sulle donazioni si applica solo alla parte che eccede la soglia di 1 milione di euro, quindi su 200.000 euro. L’importo da pagare sarà pari al 4% di 200.000 euro.

Quando NON si pagano le imposte di donazione e imposta di registro

Le tasse sulla donazione non si applicano a tutte le donazioni di beni mobili di modico valore.

– Con “beni mobili” si fa riferimento a qualsiasi tipo di patrimonio che non sia di natura immobiliare, ovvero a strumenti come titoli di stato, obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari, rendite diverse, liquidità, opere d’arte, gioielli, beni materiali, e simili.

– Il “modico valore” viene determinato in base alla tipologia del bene e alla situazione finanziaria del donante: qualsiasi cosa che comporti un notevole impoverimento richiede un atto notarile e, di conseguenza, il pagamento dell’imposta di registro (una piccola tassa fissa) sull’atto pubblico e dell’imposta sulle donazioni (aliquota e franchigia).

– L’imposta di registro costa 200 euro.

Come si calcolano le tasse di donazioni?

Le aliquote precedentemente menzionate si applicano sul valore imponibile, che può essere determinato in vari modi:

  • per il denaro, si considera il suo valore nominale;
  • per gli strumenti finanziari (come azioni e obbligazioni quotate, e fondi comuni d’investimento), si fa riferimento al loro valore di mercato;
  • per gli immobili, si utilizza il valore catastale (eccetto nel caso di aree edificabili), come verrà spiegato più dettagliatamente in seguito;
  • per i beni mobili (come mobili, opere d’arte, gioielli, lingotti, ecc.), si valuta il loro valore di mercato;
  • infine, per le partecipazioni nel capitale di aziende non quotate, si considera il valore del loro patrimonio netto contabile, rapportato alla percentuale di partecipazione rappresentata dalla quota oggetto di donazione.

Donazione di aziende o partecipazioni

Per quanto riguarda la donazione di aziende o quote societarie, è importante chiarire che non è soggetta a imposizione la donazione che riguardi:

  • aziende o rami d’azienda, purché il donatario continui a gestire l’attività imprenditoriale per almeno cinque anni dalla donazione; quote di partecipazione al capitale sociale di società di persone, a condizione che il donatario mantenga la titolarità delle quote per lo stesso periodo di tempo;
  • quote di partecipazione al capitale sociale di società di capitali che comportino l’acquisizione del controllo della società (secondo l’articolo 2359, comma 1, n. 1, del Codice Civile, ossia il diritto di voto pari almeno al 50,01%) o che consolidino una situazione di controllo già esistente (ad esempio, l’acquisto del 15% dei diritti di voto da chi ne possiede già il 60%), a patto che il donatario mantenga tale controllo per almeno cinque anni dalla data della donazione.

Domande frequenti (FAQ)

Quando si pagano le tasse sulle donazioni?
Le tasse sulle donazioni si applicano solo a beni di valore significativo, come immobili, somme di denaro rilevanti, o partecipazioni societarie. La normativa prevede franchigie che esentano una parte del valore donato, e le aliquote variano in base al grado di parentela tra il donatore e il ricevente.

Quali sono le aliquote dell’imposta sulle donazioni?
Le aliquote sono:

  • 4% per donazioni tra coniugi e parenti in linea retta;
  • 6% tra fratelli e sorelle o parenti fino al quarto grado;
  • 8% per tutte le altre persone.

Cosa sono le franchigie?
Le franchigie sono soglie di esenzione fiscale che variano in base al grado di parentela:

  • 1 milione di euro per coniugi e parenti diretti;
  • 100.000 euro per fratelli e sorelle;
  • 1,5 milioni di euro per persone con disabilità grave.

Come si calcolano le tasse sulle donazioni?
Le tasse vengono calcolate applicando l’aliquota sul valore eccedente le franchigie. Ad esempio, se un genitore dona 1,2 milioni di euro a un figlio, l’imposta del 4% si applica solo su 200.000 euro, che è la parte che supera la franchigia di 1 milione di euro.

Quando non si pagano le tasse sulle donazioni?
Le donazioni di beni mobili di modico valore non sono soggette a tasse. Tuttavia, se la donazione comporta un notevole impoverimento del donante, sarà necessario un atto notarile e il pagamento dell’imposta di registro, pari a 200 euro.

Le donazioni di aziende sono tassate?
No, le donazioni di aziende o rami d’azienda non sono tassate, a condizione che il donatario continui l’attività per almeno cinque anni dalla donazione. Lo stesso vale per le quote societarie che conferiscono o consolidano il controllo della società, se il controllo viene mantenuto per almeno cinque anni.

 

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