Quando un pensionato sposato muore, la sua pensione viene concessa al coniuge ancora in vita come “reversibilità”. Se la coppia ha figli, alla morte del secondo coniuge, questi ereditano la pensione?
In poche parole: I figli del coniuge superstite possono ereditare la pensione di reversibilità?
Cos’è la pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità è una prestazione economica riconosciuta ai familiari superstiti di un pensionato o assicurato deceduto. Questa pensione mira a garantire un sostegno economico ai congiunti del defunto, riducendo l’impatto finanziario causato dal decesso del principale percettore di reddito. In questo articolo, esamineremo se è possibile ereditare la pensione di reversibilità dal coniuge superstite e chi ha diritto a percepirla.
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità del coniuge defunto spetta ai familiari superstiti. Possono avere diritto alla pensione di reversibilità:
- Coniuge superstite
- Figli minorenni
- Figli maggiorenni inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso
- Figli maggiorenni studenti che frequentano un corso universitario e risultino a carico del genitore al momento del decesso
Inoltre, la pensione di reversibilità può essere riconosciuta:
- Coniuge separato con addebito
- Coniuge divorziato, a condizione che: a) Sia titolare di assegno divorzile; b) Non abbia contratto nuove nozze.
Condizioni per percepire la pensione di reversibilità
Per percepire la pensione di reversibilità, è necessario che il defunto abbia maturato i requisiti contributivi necessari. Se il defunto non era ancora pensionato al momento della morte, si parla di pensione indiretta, che spetta solo se il de cuius aveva:
- Almeno 15 anni di contributi, oppure
- 5 anni di contributi, di cui 3 nel quinquennio precedente la data del decesso
La pensione di reversibilità viene erogata senza bisogno di dimostrare lo stato di bisogno del coniuge superstite, a differenza della pensione di invalidità, che richiede l’accertamento dell’invalidità del beneficiario.
Diritti del coniuge separato con addebito o divorziato
Il diritto alla pensione di reversibilità del coniuge separato con addebito è stato più volte confermato dalla Corte Costituzionale.
Le condizioni per il coniuge divorziato sono specifiche:
- Titolare di assegno divorzile
- Non ha contratto nuove nozze
- Il rapporto assicurativo del defunto è iniziato prima della sentenza di divorzio
In caso di decesso del pensionato, il coniuge superstite mantiene il diritto a percepire la pensione di reversibilità. Inoltre, la legge 8 agosto 1995 ha chiarito che la pensione di reversibilità spetta anche ai conviventi con il defunto, se questi risultino a carico al momento del decesso.
Trasmissibilità della pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità non si trasmette ulteriormente agli eredi del percettore. La Cassazione ha stabilito che il diritto a ricevere la pensione di reversibilità è personale e legato al rapporto di familiarità con il defunto. Alla morte del coniuge superstite, la pensione percepita non può essere trasferita ai figli maggiorenni inabili o altri familiari. Questo impedisce una catena infinita di beneficiari. La pensione di reversibilità spetta ai familiari superstiti solo se risultano a carico del defunto al momento della morte.
Conclusione
In conclusione, la pensione di reversibilità è una prestazione economica che offre supporto finanziario ai familiari superstiti di un defunto pensionato. Tuttavia, alla morte del coniuge superstite, questa pensione non può essere ereditata ulteriormente. Il diritto alla pensione di reversibilità è personale e legato al rapporto di familiarità con il defunto. Rimane fondamentale consultare uno studio legale per chiarire specifiche situazioni familiari e i diritti dei beneficiari.
