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Come avviare la procedura di divorzio con un avvocato online

Un uomo e una donna sorridenti si stringono la mano.

Avviare la procedura di divorzio rappresenta un momento complesso che richiede una gestione legale precisa e organizzata. Scegliere un avvocato online permette di semplificare le pratiche, riducendo tempi e costi senza compromettere la qualità dell’assistenza offerta.

Analizziamo le diverse tipologie di divorzio – consensuale, giudiziale e con negoziazione assistita – attraverso una guida pratica su come avviare la procedura in modo rapido ed efficace.

Differenze tra separazione e divorzio

La separazione e il divorzio rappresentano due procedure legali distinte nello scioglimento del matrimonio. La separazione consensuale o giudiziale è una fase in cui cessano alcuni obblighi matrimoniali, come la convivenza, ma il legame civile tra i due coniugi rimane attivo. Il divorzio, invece, comporta la cessazione definitiva degli effetti civili del matrimonio.

Tra la separazione e la domanda di divorzio, la legge prevede un determinato periodo di attesa:

  • Separazione consensuale: occorrono 6 mesi consecutivi di separazione;
  • Separazione giudiziale: è necessario attendere 12 mesi continuativi.

Questi termini decorrono dalla data di comparizione dei coniugi davanti al tribunale.

Quando il coniuge può chiedere il divorzio

Il coniuge può chiedere il divorzio al termine dei periodi di separazione previsti dalla legge, ma vi sono situazioni particolari in cui è possibile procedere senza attese:

  • Casi di violenza domestica: quando c’è una sentenza di condanna o accertamento per reati contro il coniuge o i figli;
  • Annullamento o scioglimento religioso del matrimonio: se uno dei coniugi ha ottenuto l’annullamento presso enti come la Sacra Rota;
  • Matrimonio non consumato: in questa circostanza si può chiedere direttamente lo scioglimento del matrimonio.

Documenti per iniziare una pratica

Per avviare la procedura di divorzio, è necessario raccogliere e fornire una serie di documenti che permettano di formalizzare la pratica e verificare le condizioni personali ed economiche di entrambi i coniugi. Ecco l’elenco dei principali documenti richiesti:

  • Certificato di matrimonio: deve essere in formato integrale e aggiornato, poiché serve a dimostrare la validità del matrimonio civile.
  • Sentenza di separazione: se i coniugi sono già separati legalmente, è indispensabile presentare la sentenza o l’omologazione dell’accordo di separazione consensuale.
  • Documenti personali di entrambi i coniugi: copie di carta d’identità e codice fiscale di ciascun coniuge.
  • Stato di famiglia e certificato di residenza: entrambi aggiornati per ogni coniuge, utili per stabilire la competenza territoriale del tribunale o dell’autorità che decreterà il divorzio.
  • Documentazione economico-patrimoniale: include dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto bancari e atti che attestino la proprietà di beni immobili o mobili rilevanti. Questo è fondamentale soprattutto in caso di discussioni su mantenimento o divisione dei beni.
  • Certificati dei figli minori o non autosufficienti: se i due coniugi hanno figli, è necessario fornire i loro certificati di nascita e, in alcuni casi, documentazione relativa a spese straordinarie (istruzione, sanità, attività).

Ogni pratica di divorzio può essere diversa, quindi è consigliabile consultare l’avvocato divorzista per verificare se, in base al caso specifico, siano richiesti ulteriori documenti o informazioni aggiuntive. documenti.

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Quali tipi di divorzio esistono?

Il divorzio consensuale

Il divorzio consensuale – o divorzio congiunto –  è una procedura in cui entrambi i coniugi riescono a trovare un accordo su tutte le condizioni di divorzio, come il mantenimento dei figli, l’assegnazione della casa coniugale e l’eventuale assegno di mantenimento per uno dei coniugi. Questo tipo di divorzio è preferibile perché:

  • Tempi più rapidi: si conclude solitamente entro pochi mesi.
  • Costi contenuti: le spese legali e amministrative sono inferiori rispetto a un divorzio giudiziale.
  • Minore conflittualità: consente di mantenere una relazione più serena, importante soprattutto in presenza di figli minori.

Un avvocato può assistere entrambi i coniugi nella stesura degli accordi per garantire che siano conformi alla legge. La pratica può essere presentata sia al tribunale che al sindaco del comune di residenza.

Il divorzio giudiziale

Il divorzio giudiziale si verifica quando i due coniugi non riescono a raggiungere un accordo e devono rivolgersi al tribunale. In questo caso, un giudice decide sulle condizioni di divorzio, comprese questioni come la permanenza dei figli, il mantenimento e la divisione dei beni.

Le cause più comuni per cui si opta per un divorzio giudiziale sono:

  • Disaccordi sul mantenimento per i figli o l’assegno di mantenimento per l’ex coniuge;
  • Controversie sulla collocazione dei figli;
  • Divisione dei beni condivisi.

I tempi per una sentenza di divorzio giudiziale possono essere più lunghi, con una durata media di 2-3 anni, a seconda della complessità del caso.

Divorzio breve e negoziazione assistita

Il divorzio breve è stato introdotto per accelerare i tempi delle procedure, abbassando i termini di attesa dalla separazione consensuale (6 mesi) o giudiziale (12 mesi).

Con la procedura di negoziazione assistita, i coniugi possono divorziare senza dover passare per il tribunale, ricorrendo all’assistenza di avvocati che mediano per raggiungere un accordo. Questa modalità è particolarmente adatta per coppie senza figli minori o con questioni patrimoniali già risolte, offrendo:

  • Un processo discreto e riservato;
  • Tempi ridotti rispetto al tribunale;
  • Maggiore flessibilità nella definizione degli accordi.

Quanto costa il divorzio con un avvocato online?

Il costo del divorzio con un avvocato online varia a seconda della complessità del caso, della modalità scelta (divorzio consensuale o giudiziale), e della piattaforma utilizzata per il servizio. Ecco una stima dei principali costi coinvolti:

  • Onorari dell’avvocato divorzista: per un divorzio consensuale, la parcella può oscillare tra 300 e 1.500 euro per coniuge. Nel caso di un divorzio giudiziale, i costi aumentano e possono andare dai 2.000 ai 5.000 euro per procedimenti più complessi.
  • Contributo unificato: il divorzio congiunto in tribunale prevede un contributo unificato di 43 euro, mentre per il divorzio giudiziale la cifra sale a 98 euro. Se la procedura avviene in comune, non è richiesto il contributo unificato ma spesso è necessaria una marca da bollo di 16 euro.
  • Costi accessori: possono includere spese per copie di documenti, certificati richiesti dal comune di residenza e consulenze tecniche, che possono ammontare a 100-300 euro aggiuntivi.

Chi paga i costi del divorzio?

Divorziare ha, come abbiamo visto, dei costi, e la ripartizione delle spese varia in base alla tipologia e agli accordi presi tra i coniugi:

  • Divorzio consensuale: quando entrambi i coniugi si avvalgono di un unico avvocato, le spese vengono generalmente divise in parti uguali. Se ogni coniuge sceglie un proprio legale, ciascuno paga i costi del proprio avvocato.
  • Divorzio giudiziale: nel caso di una causa di divorzio giudiziale, ogni coniuge è obbligato a sostenere le spese del proprio legale e, in alcuni casi, la parte soccombente al termine del processo potrebbe essere condannata a pagare una parte delle spese legali dell’altro coniuge.
  • Presenza di agevolazioni: chi dispone di redditi inferiori alla soglia stabilita per legge può accedere al gratuito patrocinio. Questo servizio, garantito a spese dello Stato, consente di beneficiare di assistenza legale gratuita, sia per divorzio consensuale che giudiziale, purché siano rispettati i requisiti richiesti.

 

Cosa NON fare prima di un divorzio

Evitare azioni impulsive

Prima di divorziare, è importante mantenere stabilità economica e patrimoniale per evitare complicazioni legali. Non modificare unilateralmente le condizioni economiche, come la vendita o il trasferimento di beni, senza un accordo legale o il consenso del coniuge. Queste azioni potrebbero compromettere gli accordi presi successivamente durante la procedura di divorzio e portare a conflitti aggiuntivi davanti al giudice.

Custodia e collocazione dei figli

Per chi intende divorziare e ha figli minori, è essenziale mantenere un clima collaborativo con il coniuge. Evitare conflitti aperti sulle questioni relative alla custodia e alla collocazione dei figli, poiché queste controversie possono influire negativamente sugli accordi e ritardare le pratiche per ottenere il divorzio. In caso di disaccordi, il giudice tiene conto del benessere dei figli, favorendo soluzioni che garantiscano la loro stabilità e permanenza in un ambiente sereno.

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