Negli ultimi anni il settore dell’influencer marketing si è trasformato in un vero e proprio comparto economico, capace di influenzare scelte d’acquisto e opinioni di milioni di persone. Per questo motivo, l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha introdotto regole specifiche volte a garantire maggiore trasparenza e responsabilità.
Dal 10 novembre 2025, con l’entrata in vigore del Registro degli operatori di piattaforme di condivisione video e dei creator rilevanti, il cosiddetto albo degli influencer, l’Italia è diventata il primo Paese europeo a riconoscere formalmente questa attività digitale come professione regolamentata.
Si tratta di uno strumento amministrativo pubblico che certifica e controlla le attività di coloro che generano elevati volumi di visualizzazioni mensili o possiedono un grande seguito sulle piattaforme social. Il suo scopo principale è regolare la pubblicità online, assicurare la tutela dei minori, promuovere una comunicazione responsabile e punire le violazioni di trasparenza con sanzioni fino a 600.000 euro.
Agcom e il nuovo codice di condotta
L’AGCOM, già autrice del codice di condotta Agcom approvato con delibera n. 197/2025, ha rafforzato la sua azione nel campo digitale definendo in modo preciso chi sono gli influencer rilevanti e come devono comportarsi.
Il nuovo codice di condotta e le relative linee guida definiscono gli standard di comportamento necessari a regolare le attività dei content creator e degli operatori che hanno un impatto significativo sul pubblico.
Gli obiettivi sono chiari: favorire la trasparenza nella comunicazione, contrastare la pubblicità occulta, garantire il rispetto della dignità umana e dei diritti digitali di utenti e minori.
Il codice di condotta AGCOM stabilisce quindi che qualsiasi contenuto sponsorizzato o frutto di un rapporto di committenza deve essere facilmente riconoscibile come pubblicità. La comunicazione commerciale deve, cioè, essere immediatamente riconoscibile, seguendo gli stessi principi già applicati ai servizi di media audiovisivi.
Albo degli influencer: che cos’è
L’albo degli influencer, noto anche come registro degli influencer rilevanti, è un registro pubblico istituito dall’AGCOM.
Non si tratta di un albo professionale tradizionale, come per avvocati o ingegneri, ma di una piattaforma ufficiale che raccoglie le informazioni degli operatori digitali che superano determinate soglie di diffusione mediatica.
L’iscrizione all’albo ha l’obiettivo di certificare e tenere sotto controllo l’attività degli influencer rilevanti, ossia di coloro che, grazie ai propri canali, raggiungono migliaia o milioni di utenti.
Il registro, accessibile in modalità pubblica, contiene le principali informazioni anagrafiche dei creator iscritti, il loro nickname, le piattaforme di social media o di condivisione video utilizzate e altre indicazioni relative alla produttività digitale.
Questa misura risponde all’esigenza di regolare il mondo dell’influencer marketing, equiparando in parte le attività dei grandi creator alle emittenti televisive o ai fornitori di servizi mediatici online, in modo da assicurare la trasparenza dei contenuti e la responsabilità editoriale personale.
Chi deve iscriversi: l’ambito di applicazione
Non tutti gli operatori digitali sono tenuti ad aderire al registro. Secondo le linee guida AGCOM, l’iscrizione è obbligatoria per i cosiddetti influencer rilevanti, ovvero coloro che soddisfano determinati requisiti oggettivi e misurabili.
Deve iscriversi chi:
- Possiede almeno 500.000 follower su una singola piattaforma di social media (TikTok, Instagram, YouTube, Facebook, X, Twitch o altre piattaforme di condivisione di video);
- Genera almeno un milione di visualizzazioni medie mensili su quella piattaforma;
- Ha un impatto significativo sulle scelte, sul comportamento o sulle opinioni del pubblico di riferimento.
Gli obblighi si applicano anche ai creator di piattaforme di condivisione video o di servizi di media audiovisivi che superano tali soglie.
L’AGCOM ha chiarito che, ai fini della definizione di “creator rilevante”, si considera il numero di visualizzazioni medie mensili al trentesimo giorno prima della domanda di iscrizione.
Chi non rientra in tali parametri può comunque registrarsi su base volontaria, per accedere a vantaggi di riconoscimento e trasparenza professionale. Tuttavia, i grandi influencer, coloro cioè che rientrano nella definizione di “influencer rilevanti”, sono tenuti per legge all’iscrizione all’albo, pena sanzioni amministrative.
Iscriversi al registro: la procedura da seguire
Per garantire una gestione chiara, l’AGCOM ha reso disponibile un form online ufficiale attraverso il proprio sito istituzionale.
Dal novembre 2025, gli influencer che soddisfano i criteri di iscrizione possono compilare il modulo online AGCOM nella sezione dedicata “web form per l’iscrizione all’elenco degli influencer rilevanti”.
Il modulo richiede di fornire:
- Nome, cognome, nickname e nome d’arte;
- Collegamenti ai profili social ufficiali;
- Numero di follower o visualizzazioni mensili;
- Dati di contatto professionale e sede contrattuale;
- Sezioni dedicate a eventuali collaborazioni e alla piattaforma di condivisione video più utilizzata.
Una volta completata la procedura, il sistema genera un messaggio di conferma e un certificato digitale di iscrizione.
L’albo degli influencer diventa così una sorta di “registro di trasparenza digitale” che consente alle aziende, ai consumatori e alle autorità di verificare rapidamente le informazioni relative al creator e al rispetto delle nuove norme.
Obblighi di trasparenza e comportamento dei creator
L’iscrizione comporta una serie di obblighi di trasparenza e condotta.
Tutti gli iscritti all’albo degli influencer devono rispettare le regole previste dal codice di condotta Agcom e dalle linee guida sulla comunicazione commerciale online.
Ecco gli obblighi principali:
- Chiarezza pubblicitaria – ogni contenuto che promuove un prodotto o un marchio deve essere esplicitamente indicato come pubblicità o sponsorizzazione, attraverso hashtag specifici (#adv, #pubblicità, #sponsorizzato) o un’indicazione ben visibile nei contenuti pubblicati.
- Tutela dei minori – nei contenuti rivolti a un pubblico infantile o familiare, gli influencer devono adottare linguaggi, immagini e prodotti coerenti con la dignità dei minori, evitando elementi che possano manipolarne la percezione.
- Uso di filtri o intelligenza artificiale – i creator devono dichiarare apertamente se un contenuto è stato alterato tramite IA o strumenti visivi che cambiano la realtà percepita.
- Rispetto del diritto d’autore – vietato utilizzare materiali audiovisivi o musicali coperti da copyright senza autorizzazione.
Il rispetto di tali obblighi consente di evitare la qualificazione di pubblicità occulta, fenomeno già punito dalle normative sull’informazione e dal codice di autodisciplina della comunicazione commerciale.
Tutela dei minori: nuove misure dell’AGCOM
Una delle aree centrali della riforma riguarda la tutela dei minori.
L’AGCOM, con la collaborazione dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e delle autorità per la privacy, ha previsto un insieme di regole specifiche per regolamentare i contenuti rivolti ai bambini o ai giovani adolescenti.
Gli influencer che si rivolgono a un pubblico under 18 devono:
- evitare comunicazioni commerciali di prodotti non adatti (alcool, scommesse, sigarette);
- utilizzare un linguaggio rispettoso e comprensibile;
- astenersi dal mostrare comportamenti rischiosi o contrari alla sicurezza personale;
- garantire che le immagini e i video rispettino la dignità e la riservatezza dei minori coinvolti.
La tutela dei minori ha un valore centrale nel nuovo codice di condotta, poiché la crescente esposizione dei bambini ai contenuti online richiede una protezione simile a quella già applicata ai mezzi di diffusione audiovisiva tradizionale.
Rispetta le regole: obblighi per brand e aziende
Non sono solo gli influencer a essere soggetti agli obblighi previsti dal nuovo quadro normativo. Anche i brand e le agenzie di comunicazione devono attenersi alle linee guida e assicurarsi che i creator con cui collaborano rispettino i requisiti richiesti.
I contratti stipulati tra aziende e creator dovranno includere:
- la dichiarazione di iscrizione all’albo;
- clausole che impongano il rispetto del codice di condotta;
- penali e responsabilità condivise in caso di violazione.
Le imprese committenti hanno dunque il dovere di verificare che ogni attività di promozione online sia conforme alle regole e di monitorare le prassi dei propri partner digitali. Il mancato rispetto può generare conseguenze economiche e reputazionali per entrambi i soggetti coinvolti.
Cosa rischia chi non rispetta le regole
Chi non osserva le regole stabilite dall’AGCOM, comprese quelle relative all’iscrizione obbligatoria, va incontro a sanzioni amministrative rilevanti.
Le violazioni possono riguardare sia la mancata trasparenza pubblicitaria, sia la diffusione di contenuti lesivi della dignità umana o contrari alla tutela dei minori.
Tra le condotte più sanzionate vi rientrano la pubblicità occulta, la partecipazione a campagne promozionali senza la dichiarazione di sponsor, la mancata tracciabilità dei contenuti e l’uso improprio di immagini protette da copyright.
Sanzioni fino a 600.000 euro
Le sanzioni sono state introdotte per scoraggiare comportamenti scorretti e garantire un alto livello di responsabilità nel mondo digitale.
Le multe vengono attribuite dall’AGCOM in base alla gravità della violazione:
- fino a 250.000 euro per inadempienze minori, come l’omissione dell’hashtag pubblicitario (#adv);
- fino a 600.000 euro per infrazioni gravi, quali la mancata iscrizione all’albo, la pubblicità occulta o la violazione sistematica dei doveri di tutela dei minori.
Le sanzioni possono colpire non solo i singoli creator, ma anche i brand o le agenzie che abbiano favorito, consapevolmente o meno, la diffusione di contenuti contrari al codice di condotta AGCOM.
Oltre alla multa, ulteriori conseguenze possono includere la sospensione dell’attività online, la rimozione dei contenuti o la revoca dell’iscrizione al registro.
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