La tassa sui rifiuti, comunemente nota come Tari, rappresenta il tributo locale per la gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sebbene la Tari sia dovuta da chiunque possieda o detenga locali o aree suscettibili di produrre rifiuti, è altrettanto importante comprendere le modalità di riscossione e i termini di prescrizione associati.
Esploriamo in dettaglio quando si prescrive la Tari, chi deve pagare la Tari, e come far valere la prescrizione.
Cos’è la Tari
La Tari è un tributo che finanzia i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Essa è dovuta da tutti coloro che possiedono o detengono a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. È importante notare che l’obbligo di pagamento si estende anche a chi occupa l’immobile, sia esso proprietario o affittuario.
Chi deve pagare la Tari
L’obbligo di pagare la Tari ricade su:
- Proprietari di immobili: sono tenuti a pagare la tassa anche se l’immobile è inutilizzato.
- Affittuari: devono pagare se hanno un contratto di locazione superiore a sei mesi.
La Tari è dovuta indipendentemente dalla reale produzione di rifiuti, poiché il tributo si basa sulla potenzialità dell’immobile di generare rifiuti.
Quando si prescrive la Tari
La prescrizione della Tari avviene dopo un periodo di 5 anni. Questo significa che il diritto alla riscossione della tassa si estingue trascorsi cinque anni dal termine per il pagamento. La prescrizione inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento della Tari è dovuto. Ad esempio, per la Tari relativa all’anno 2018, il termine di prescrizione scade il 31 dicembre 2023.
Termini di prescrizione e scadenze
L’articolo 1, comma 161, della Legge n. 296/2006 stabilisce che gli accertamenti devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbero dovuto essere effettuati. Se il pagamento della Tari non avviene nei termini stabiliti, il Comune ha cinque anni per inviare una cartella esattoriale.
Per la Tari non pagata, la scadenza della notifica è cruciale. Se la cartella esattoriale non viene notificata entro il termine di prescrizione, il contribuente può far valere la prescrizione e non sarà più obbligato a pagare.
Esempio Tari 2017
Il mancato o insufficiente pagamento della Tari per l’anno 2017 si estingue dopo il 31 dicembre 2022; considerando la proroga di 85 giorni concessa a causa del Covid-19, la scadenza finale è fissata al 26 marzo 2023.
Esempio Tari 2018
In merito ai tributi concernenti l’anno 2018, il termine standard di cinque anni scade il 31 dicembre 2023, prorogandosi al 25 marzo 2024 qualora si faccia riferimento all’estensione prevista a causa dell’emergenza Covid-19.
Come si calcola e quando va in prescrizione la Tari
Il termine di 5 anni può essere influenzato da eventuali interruzioni della prescrizione. Ad esempio, se il Comune invia un avviso di accertamento, il termine di prescrizione può ripartire. È fondamentale prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali, poiché una notifica in tempo utile può interrompere la prescrizione.
Quando si paga la Tari
La Tari deve essere pagata in due rate, generalmente fissate dal Comune. Le scadenze di pagamento della Tari sono determinate dall’amministrazione locale e possono variare da un comune all’altro. È importante controllare le scadenze specifiche per evitare di incorrere in sanzioni.
Sanzioni per il mancato pagamento della Tari
In caso di Tari non pagata oltre il termine di scadenza, il cittadino può incorrere in sanzioni. È consigliabile informarsi in merito alle implicazioni legali e finanziarie derivanti dall’omesso pagamento della tassa.
Prescrizione e Covid-19
La pandemia di Covid-19 ha comportato alcune modifiche nei termini di prescrizione. Infatti, il Decreto Legge n. 18/2020 ha previsto una proroga di 85 giorni per le scadenze di notifica. Ciò significa che per le Tari relative agli anni precedenti al 2020, il termine di prescrizione potrebbe essere posticipato. Tuttavia, è importante notare che la proroga non si applica automaticamente agli anni successivi.
Conclusione
In sintesi, la prescrizione della Tari si verifica dopo un periodo di 5 anni. È fondamentale che i contribuenti siano a conoscenza del termine di prescrizione e delle modalità per far valere i propri diritti. La corretta gestione della Tari è essenziale per evitare problemi futuri con le cartelle esattoriali e per garantire un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti efficiente e sostenibile.
Ti serve aiuto subito? Chiedi ad Avvocatoinlinea.it
Avvocatoinlinea.it è affiliato a moltissimi avvocati in tutta Italia che potranno offrirti supporto legale subito e in modo personalizzato.
Chatta con un nostro operatore per qualsiasi informazione, oppure lascia la tua richiesta compilando il modulo contatti per ricevere assistenza direttamente da un avvocato.
Domande frequenti (FAQ)
1. Dopo quanto tempo va in prescrizione la Tari?
La Tari va in prescrizione dopo 5 anni dal termine di pagamento.
2. Chi deve pagare la Tari?
Devono pagare la Tari i proprietari e gli affittuari di immobili o aree suscettibili di produrre rifiuti.
3. Cosa succede se non pago la Tari?
Se la Tari non viene pagata, il Comune può inviare una cartella esattoriale e, dopo il termine di prescrizione, il diritto alla riscossione si estingue.
4. Come posso far valere la prescrizione della Tari?
È possibile far valere la prescrizione se la cartella esattoriale non è stata notificata entro il termine di 5 anni.
5. La proroga Covid-19 influisce sulla prescrizione della Tari?
Sì, la proroga di 85 giorni per le scadenze di notifica si applica solo agli anni precedenti al 2020 e non si estende automaticamente agli anni successivi.
